lunedì, 08 settembre 2008
Non so dubitare
che mi si lasci essere
il vero di me che trapela,
ma che si sappia scorgere
l'arcano innominabile
oscuro profilo
senza ritrarsi in terrore e sgomento
di questo diffido.
mercoledì, 23 gennaio 2008
Preferisco i miei piedi scalzi
alle tue guaine
e soffriro' il freddo
mai piu' dalle tue labbra.
Migliori le mie cadute
delle tue vertigini
e mi spoglio dei tuoi inganni
un'ultima volta.
Non pago il prezzo
di fluttuare nell'irreparabile,
mi volgo al limpido.
Non v'e' luogo piu' comune
del falso rimpianto
e tu non pesi un'oncia di vergogna
domenica, 11 novembre 2007
Relegata nell'estremo nulla
che mi perfora le tempie,
come fosse un tamburellare assordante.
Nell'asfissia del vuoto,
Lamia che preme sul petto.
Armata d'incerto potere,
folle come non mai.
Mentre l'estate cavalca venti infuocati
Procedo lentamente
verso lo sfacelo
sabato, 04 agosto 2007
L'importanza che alcune persone danno alle cose banali, e' proporzionale alla banalita' di queste stesse persone che pero' si credono importanti.
sabato, 04 agosto 2007
C'e sempre un senso di distacco nell'accorarsi ed accalorarsi in "grandi Cause"; richiedono comunque minore umanita' dell'interessarsi a piccoli drammi di una persona vicina.
Cosi' ad alcuni e' riservata un'accoglienza scostante.
"amate la massa che l'individuo e' difficile da gestire e consuma molto delle vostre energie"
Egoismo sfacciato mascherato d'altruismo sfrenato.
In un mondo di bianco e nero c'e chi ostenta orgogliosamente la propria posizione su un abbacinante Bianco, mentre in realta' staziona sul banale Grigio.
martedì, 03 luglio 2007
Non dare corda
tira lo spago,
filo d'Arianna
nel dedalo della vita.
Ci son solo mostri
in questo labirinto.
Saprai nasconderti
eludere,
evitare il periglio?
Saprai riconoscere
il crudele muso
del Minotauro?
Anch'egli e' celato
mimetico e astratto.
Molteplice, mutabile
e si nutre d'angoscia..............................................................................................................
.........................................................
giovedì, 28 giugno 2007
Mere postille le mie.
Parentesi d'aria.
Fiato sprecato
nel sospiro azzardato.
Una parziale solitudine
sempre migliore che rinnegare se'.
Mentre i codardi abbondano
foraggiati dal perdono.
Foglia avvizzita e' la speranza
che asseconda soltanto a singulti.
Arido terreno a cui strappare l'unico fiore
per appropriarsi di fugace bellezza.
Pregiudiziale oscurantismo
per auto sostenersi infecondi di dolcezza
ma sempre passeggero uragano
nella già tumultuosa tempesta.
L'impeto e la passione
non recheranno mai la quiete.
Creano arsura placabile
solo con acqua di Lete.
Incidenti di percorso
sul percorso accidentato
e non si può che incespicare
non si può che cadere.
Ma non si può mai soltanto chiedere
giovedì, 28 giugno 2007
Ci si marcia sulla fraintendibilita
su "tu non hai capito"
Sono folle da preferire il vuoto attorno?
Non ho bisogno delle presenze apparizioni!
domenica, 13 maggio 2007
Non e' tutto fango quel che offusca
Ecco la fine della mia pieta'.
mai piu' il timore di ferire, anzi
sara' il mio fine ultimo
di causare
nel fardello insopportabile
che sono carne e ossa
tutti gli scricchiolii della mia anima
ferita e offesa, usata e lesa.
Lo sdegno e' solo mio
ma non vi salvo alcuno.
Stavolta non recedo
non concedo alibi e scusanti
m'appago di diniego
nel sovrastare, nei dettami del mio ego.
Dolcezza non mi sovviene
nell'iracondo sentiero imboccato
nell'austerita' di pensiero
e rendero' esausti nei tentativi falliti.
Non piu' mio il rammarico
lo cedo a piene mani
e che mai poi ceda al rimorso
e che mai poi cada a ridosso
di tenerezza infantile e consunta.
Sono spossata dall'uso ed abuso
di difficile tatto e sensibile tocco
m'abbandono ad un altro talento
che di vocazioni son ricca
ma d'affetto e amore vorrei esser scevra
se non in pochissime istanze e selettive scelte.
Mi crogiolo e consumo in questo pensiero
preghiera dell'affanno.
Non e' solo sangue quel che gocciola.
Questa e' la fine della mia pieta'.
domenica, 06 maggio 2007
Non c'e mai vera pace e requie. Cuore e mente confabulano in assordanti diatribe, discordanti concezioni. Vorrebbero impartirmi lezioni ma prima uno dei due deve vincere il dibattito in atto. Nel frattempo me ne resto inerte, incontrollata da entrambi. L'istinto, atrofica elusiva appendice, s'astiene da ogni azione. Sono quindi in balia del nulla, o meglio di una concezione passata di me stessa. Vivo nella sua ombra e cerco di ricalcarne i passi nell'attesa le mie guide mi ritrovino. Non riesco che a scimmiottare malamente questa me d'epoca andata. Eppure e' il meglio che mi sia rimasto...